Diritto al Benessere

“Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile” Il tema scelto per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2020 – #IDPD – è un augurio per una presa di coscienza che in Italia tarda a maturare. A partire dal fatto che il mondo post COVID-19 è già di fronte ai nostri occhi. Aldilà dei titoli, degli annunci e delle continue giornate celebrative bisogna innanzitutto diffondere la consapevolezza che è urgente lavorare sul piano della Conoscenza e quindi della crescita del benessere. I nemici contro cui combattere sono: la mancanza di una visione intellettuale e politica sull’inclusione l’assenza di processi legati alla crescita della conoscenza la debolezza strutturale di un Welfare illusorio Queste problematiche causano: Sul piano delle scelte programmatiche Inefficacia e astrattezza nella programmazione Inefficienza e lentezza delle iniziative di intervento Cedimento e disgregazione delle reti del sostegno, della formazione e della promozione sociale Sul piano individuale e sociale Esclusione Povertà Frustrazione Solitudine Disperazione I Diritti non sono acquisiti fino a che non possono essere esercitati. Non bastano i trattati, le leggi e i regolamenti che di fatto già esistono e hanno ben definito diritti e linee guida. Questi dispositivi burocratici restano sulla carta e non vengono applicati. Servono competenze, capacità cooperativa, approcci inclusivi a partire dal lavoro svolto dagli operatori di settore ad ogni livello di impegno. Una politica che procede poggiando sulla finta soluzione delle emergenze, gioca di fatto sulla pelle delle persone e riduce tragicamente gli spazi di libertà e di crescita individuale e collettiva. Questo avviene con ancora più violenza nei confronti delle categorie più esposte e produce il costante aumento delle disuguaglianze che è sotto gli occhi di tutti. Un popolo imprigionato nella filosofia della continua emergenza è un popolo ricattato. I comitati tecnici e le iniziative tappabuchi servono solo a ingigantire i problemi. Che fare L’inclusione non deve cadere dall’alto e non deve arrivare solo dall’altro Bisogna realizzare un processo che velocemente metta in mano ai cittadini gli strumenti di autodeterminazione indispensabili per generare e vivere l’inclusione. L’accessibilità non è un elenco di regole, di strumenti e di linee guida Occorre determinare una coscienza condivisa che promuova il progresso culturale delle classi dirigenti, dei corpi intermedi e dei singoli individui. La sostenibilità non è una formula astratta La validità di un processo sostenibile è stabilita dalla qualità dell’intervento, dal quoziente di intelligenza che lo caratterizza e dal livello di consapevolezza di chi ne beneficia. Proposte La responsabilità fluida che è affidata in modo disordinata a troppe strutture equivale alla responsabilità di nessuno. Lo dimostra l’eterno scaricabarili a cui assistiamo. Serve nell’immediato la creazione di organismi che sappiano assumersi la responsabilità di dare risposte concrete e mettere in moto percorsi dinamici e veloci. Il primo dei Diritti da conquistare è il Diritto al Benessere e dipende dal Diritto alla Verità. L’unica strada per arrivare alla verità è quella della Conoscenza e non esiste elemento più inclusivo di questo. +Cultura Accessibile, a 9 mesi dalla proposta tempestivamente lanciata, torna a proporre l’istituzione di un comitato di intervento la creazione di un’agenzia nazionale per l’inclusione culturale